Il nuovo Codice della Strada, atteso nelle prossime settimane, promette di rivoluzionare il panorama della micromobilità urbana anche in fatto di monopattini.
Tra obbligo di casco, assicurazioni obbligatorie, targhe e limitazioni di velocità, le novità sembrano destinate a generare confusione e potenziali problemi per gli utenti e le aziende di sharing.
In un contesto già complesso come quello milanese, ha parlato l’Assessore alla Mobilità di Milano, Arianna Censi, per capire meglio l’impatto delle nuove normative.
L’assessore Censi esprime preoccupazione per un approccio che potrebbe risultare troppo restrittivo: “Quello che noi abbiamo fatto rispetta già il codice della strada; in alcuni casi siamo stati anche più restrittivi“.
Sottolinea l’importanza di basarsi su razionalità e utilità piuttosto che su regole percepite come poco efficaci. La sicurezza nei trasporti sostenibili – afferma – migliora con una buona organizzazione degli spazi urbani più che con normative punitive.
Una distinzione importante viene fatta tra i monopattini privati e quelli appartenenti alle flotte in sharing.
Questi ultimi sono tracciabili digitalmente, con sistemi che ne limitano la velocità e impediscono l’accesso in aree non autorizzate. L’assessore propone soluzioni alternative per non complicare la regolamentazione oltre misura.
Per contrastare il caos urbano generato da biciclette e monopattini lasciati ovunque, Milano sta introducendo 100 aree specifiche dove parcheggiarli.
Questa misura mira a mantenere la libertà del sistema free floating pur offrendo soluzioni ordinate. Inoltre, sono state installate tecnologie innovative come i rilevatori per l’angolo cieco sui mezzi pesanti per aumentare la sicurezza dei ciclisti e pedoni.
Un altro fronte d’intervento è quello educativo: nelle scuole milanesi si sta lavorando per insegnare ai giovani il rispetto del codice della strada e l’importanza degli spazi dedicati ai diversi utenti della strada.
L’obiettivo è ridurre il numero delle auto in città favorendo al contempo i mezzi pubblici locali.
Nonostante gli sforzi locali per migliorare la sicurezza e l’efficienza nella mobilità urbana, secondo Censi il nuovo codice della strada non affronta adeguatamente tematiche cruciali come la protezione delle piste ciclabili o la riduzione degli incidenti gravi causati da fattori ben noti ma trascurati dalla nuova legislazione.
L’amministrazione comunale sta lavorando su vari fronti per migliorare sia la sicurezza stradale sia la qualità dell’aria attraverso interventi mirati ed educativi.
Tuttavia, emerge chiaramente una richiesta di maggiore supporto finanziario da parte dello Stato per potenziare ulteriormente i servizi pubblici locali essenziali alla vita cittadina.
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